Sábado, diciembre 10, 2016

V DOMENICA DI QUARESIMA

“SIGNORE SE TU FOSSI STATO QUI, IL MIO FRATELLO NON SAREBBE MORTO” fu l’espressione di Marta dopo la morte di suo fratello Lazzaro, espressione che evidenzia la fede, la fiducia e la speranza in colui che è Figlio di Dio.

“L’esserci di Gesù” nel nostro ambiente, nel nostro contesto, nelle nostre famiglie, nelle nostre istituzioni, e nelle persone che governano i nostri popoli, dipende degli uomini e donne di buona volontà che desiderano che Gesù regni nel mondo intero. “L’esserci di Gesù” nei luoghi sopra elencati dipende dei cuori degli uomini e donne che desiderano con ardente vivacità avere sempre la presenza di Dio nei suoi progetti, una presenza che trasforma situazioni caotiche, una presenza che è vita in mezzo alla morte.

“Se tu fossi stato qui, il mio fratello non sarebbe morto” frase di angoscia ma piena di fede pronunciata da Marta e più tardi pronunciata da Maria sua sorella, oggi noi non gli diciamo a Gesù, “se tu fossi stato qui…” oggi gli diciamo “Grazie Signore per esserci” perché sappiamo che Gesù si trova nell’Eucaristia e non una eucaristia alla quale assistiamo come semplice spettatori, ma una eucaristia che si celebra con gioia, cantando, partecipando, sentendo che Gesù risuscitò Lazzaro duemila anni fa’ ed oggi risuscita anche noi.

Oggi non gli diciamo “Gesù, se tu fossi stato qui…” oggi gli diciamo perché sei qui abbiamo vita, perché sei qui  ritornata la serenità e la calma ella nostra nazione e a America Latina, perché sei qui possiamo lodarti, perché sei qui ci raduniamo la domenica in torno all’altare della vita che sei Tu. Perché sei qui ti chiediamo per i nostri parenti e amici che sono ammalati, anche per quelli che stano altrove, perché sei qui i nostri cuori si riempiono di gioia in mezzo alle sofferenze, perché sei qui abbiamo la forza per continuare lottando, perché sei qui Signore vogliamo perdonare quelli che ci hanno offeso, perché sei qui Signore ti chiediamo che ci resusciti come Lazzaro.

Perché sei qui Signore non vogliamo essere morti in vita,  ne vogliamo anche continuare sommersi nei sepolcri delle liti e delle rivalità, nei sepolcri del odio e dei rancori; Signore Gesù, tu che sei la risurrezione fa che ascoltiamo nelle nostre menti e nel nostro cuore “Lazzaro vieni fuori”, ciò è, esci dal sepolcro che manda cattivo odore e vieni a respirare l’aria della vita, l’aroma di Dio.

Così come Gesù pianse amaramente sulla tomba di Lazzaro, evidenziando la sua condizione  umana senza lasciare di essere Dio, facendo vedere la sua carne e i suoi sentimenti, per noi ha pianto anche molte volte, per i nostri atteggiamenti e parole offensive  contro i nostri fratelli, Quando noi come figli abbiamo fatto piangere i nostri genitori,  è Gesù stesso che piange; quando noi abbiamo peccato Gesù continua piangendo, quando si propizia la morte la morte ad altri in quell’istante Gesù piange, quando in questo tempo di sequestro e corruzione l’ingiustizia, gli assassinati non cessano, le lacrime di Gesù si moltiplicano.

Fratelli e sorelle vi invito ad asciugare le lacrime di Gesù con degli atteggiamenti che parlino della nostra conversione e con delle attitudini che parlino della presenza di Dio in noi.

Maria Santissima insegnaci a capire che non possiamo continuare mettendo in croce il tuo Figlio, e accordaci il valore di cui abbiamo bisogno per uscire dei sepolcri fabbricati da noi stessi.

 

P. Ernesto León Díaz o.cc.ss.

Traductor: Henry Hernandez o.cc.ss.