Viernes, diciembre 02, 2016

OMELIA PER IL 4 MARZO 2007

Amici ed amiche della Comunità virtuale. Sono molto felice di condividere con voi non soltanto le rifflessioni, ma anche la vita. In questa occasione solleverò una riflessione intorno al rapporto attuale fra il vangelo di otto giorni  e quello di questa domenica 4 marzo; nel quale si è parlato dell'esperienza di Gesù nel deserto e d'altra parte dell'esperienza di Gesù sulla montagna della Transfigurazione.

L'argomento della Transfigurazione è situato all'interno del grande gruppo delle teofanie bibliche che ci fanno capire la presenza di Dio nelle diverse circostanze.

La teofania va capita come la  manifestazione di Dio agli uomini, come per esempio parlando dell' A.T. si potrebbe enunciare le seguenti teofanie: La sarza ardente, la manna nel deserto, la nubola, il buoio, la pioggia, tra molte altre. Nel N.T. la teofania più grande è Gesù ma potremmo accennare altre: La voce di Dio nel battesimo di Gesù, il cielo buio nella morte di Gesù, la TRANSFIGURAZIONE, la Pentecoste. l'esposizione di questi esempi ci fa capire cosa è teofanía.
 La Transfigurazione allora  come teofanía, non è più che il rivelarsi di Dio atraverso del suo Filgio diletto. Noi non creiamo quindi nel profeta Gesù, autorivelato, autoaffermato come Figlio di Dio, ma crediamo in Gesù rivelato dal Padre quando ha detto: "QUESTO È IL MIO FIGLIO DILETTO".

Una volta chiarito questo, approfondiamo il rapporto che può essere stabilito fra il vangelo di questa domenica e quello della domenica precedente.
Nel vangelo precedente  eravamo nel DESERTO come  posto della prova, delle tentazioni, il posto della sete come antesala della morte, un luogo nel quale la parte umana sproffonda nella sua propria incertezza; è un posto essistenziale dove si pensa la vita, la morte e l'aldilà, qui eravamo insieme a un Gesù umano,  identificato con la nostra propria realtà, è Gesù il vero uomo.
 D'altra parte la MONTAGNA, posto centrale del vangelo di oggi, che ci lascia vedere le sfumature di Dio sulla montagna come  un posto privilegiato per le manifestazioni divine; è questo un posto d'incontro fra l'eternità e la temporalità, e qui dove si stabilisce il dialogo tra il cielo e la terra, il Trascendente con il contingente.

Sulla montagna abbiamo notato la presenza di Dio e nel deserto c'è un'apparentemente sua dimenticanza; tuttavia, come creatore del mondo, Dio si trova nella montagna anche nel deserto, Dio inoltre è con l'uomo e la donna di tutti i tempi sia nella montagna che nel deserto; ed è che la dimenticanza apparente di Dio nel deserto, è possibilmente l'occasione affinche l'uomo trovi se stesso e la sua propria realtà.

L'assenza possibile di Dio nell'esperienza di Gesù nel deserto, è resa a presenza nella volontà ed è allo stesso tempo saggezza di Gesù per contenere la forza del maligno.

Nel deserto delle nostre angoscie Gesù è la nostra gioia, nel deserto delle nostre tribulazioni è la nostra serenità, nel deserto dei nostri sgomenti Egli  è il nostro sogno più grande, nel deserto dei nostri fracasi Egli è il maggiore trionfo, nel deserto dei nostri tradimenti Egli è il sempre fedele, nel deserto della nostra agonia Egli è la nostra forza.
 Come vediamo sembra che l'antagonía fra il deserto e montagna venga di meno, ebbene se è vero che siamo anche  deserto, in questo un mondo siamo e dobbiamo essere le montagne umane della transfigurazione; per quel motivo oggi siamo l'Ermón e il Tabor, posti teologici dove la piccolezza dell'uomo si fonde con l'immensità di Dio.
Lasciamo in questa settimana di Cuaresma che il Signore entri nella nostra vita, permmettiamo che Egli ci parli perché  il Figlio di Dio, lasciamoci amare da lui, perché è l'amore di Dio attuale in questo mondo; appriamo i nostri occhi per  contemplare come il Signore nel corso della nostra vita si è pronunciato, e si è pronunciato donandoci una famiglia, a voi si è manifestato in un marito, una moglie, nei bambini; si è mostrato a noi anche offrendoci la possibilità di studiare, di lavorare, di vivere con la dignità, di avere salute ed il benessere in mezzo alle delusioni di ogni giorno.
Siamo almeno oggi Pietro, Giacomo e Giovanni, i testimoni oculari di questa manifestazione meravigliosa di Gesù come il Figlio di Dio, e contempliamo la sua presenza  anche nella montagna della nostra quotidianità.

Oggi siamo privilegiati perché nella montagna della Santa Eucaristía che stiamo per vivere o che stiamo vivendo ci troviamo no con l'APPARENZA SPLENDENTE DI GESU, MA CON  LA SUA PRESENZA REGALE ED AMOROSA IN MEZZO ALLA  CELEBRAZIONE SOTTO LE SPECIE del PANE e DEL VINO.

Che la Madonina del Transito ci aiuti ad essere manifestazioni vive dell'amore di Dio.
 

P. Ernesto León Díaz o.cc.ss.

Traductor: Henry Hernández. o cc ss.