Viernes, diciembre 09, 2016

OMELIA PER IL 25 MARZO 2007

In quest’ultima domenica del tempo di quaresima, i testi biblici ci invitano a riflettere  su tre realtà. Esse sono:

Al primo posto abbiamo il libro del profeta Isaia 43,16-21, l’invito viene rivolto per ottenere un cambiamento di mentalità sulla nostra concezione di Dio e del  nostro modo di vivere, e questo è ora: non possiamo patire, non possiamo vivere in agonia (malgrado la filosofia esistenzialista ci dica che sia una verità), non possiamo vivere nelle tenebre come un lucignolo che si spegne, ma siamo luce, e questo soltanto perché siamo figli della Luce, ciò è figli di Dio.

Il modo di pensare della vita non deve essere romantico, non la si può concepire in un momento come tempo passato bello; il profeta e lo stesso Gesù ci dicono oggi: “non restate ricordando il passato, non pensiate a cose antiche, adesso farò qualcosa di nuovo, lo capite? Questo nuovo è il futuro che ogn’uno di noi con l’aiuto di Dio abbiamo costruito, la novità è la nostra vita, questa è l’irruzione di Gesù in mezzo alla morte, questa novità è di tutte le famiglie, è questa la nuova pasqua che si avvicina. Ma bisogna cambiare anche la il modo di pensare su Dio, Egli non è un vecchietto anziano, semplicemente Egli è amore, un amore come dice Isaia, è capace di far che “i fiumi bagnino il deserto” questo deserto è il mondo e anche le nostre esistenze, e condisce la nostra quotidianità, un Dio che non è morte, al contrario e dinamicità, vita, amore. Al finale del testo leggiamo che il profeta è chi parla ma è Dio a parlare, e conclude così “faccio sgorgare l’acqua del deserto, fiumi nasceranno sulla terra per dissetare il mio popolo. Questo è il Dio nel quale tutti i credenti deponiamo la nostra speranza.

Subito dopo abbiamo la lettera ai filippesi al capitolo al cap. 3, 8-14, ci pone davanti una quaresima,  cos come la vita cristiana è come una corsa e noi siamo gli atleti, però il nostro premio non è una corona, il nostro premio finale è Cristo.

Siamo già passati 5 tappe – settimane – del tempo di quaresima e quasi stiamo per arrivare alla meta della settimana Santa, allora varrebbe la pena domandarsi; siamo faticati per la stanchezza? Il premio di incontrarci con Cristo non ci tocca? Beviamo in queste tappe dell’Eucaristia? Della confessione? Con la preghiera? Con la parola di vita che è la Bibbia? Fratelli e sorelle, siamo atleti, corriamo fino alla meta che è Cristo, colui che risuscitato presente nella Pasqua siamo pronti a vivere.

E per ultimo nel Vangelo di Giovanni 8, 1-11 troviamo che è una leggerezza affermare che la donna adultera è Maria Maddalena, il testo non ce lo dice e alcune persone senza fondamento le hanno aggiudicato questa condizione a Maddalena.

Questo Vangelo ci da una lezione di amore, chi ama non giudica, pero si  educa, come lo ha fatto Cristo. Non segnala però si alza come lo fecce Cristo con la donna, chi ama no condanna ma libera.

Le parole di Cristo innamorano e magari noi ci innamorassimo oggi della sua parola, e possiamo essere trasformati in questa ultima settimana del tempo di quaresima, perché lo stesso Signore Gesù ci dice oggi: “Neanche io ti condanno, va, e d’ora in poi non peccare più.

 

P. Ernesto León Díaz o.cc.ss.

Traductor: Henry Hernandez o.cc.ss.